Nel 1965 un giovane appassionto e grande inventore, progettó un giradischi che, per il tempo era rivoluzionario. Il suo cognome Verdier rimarrà nell’olimpo dei GRANDI dell’HI FI

Tanti, tanti anni fa nel 1960 venne prodotto un giradischi, il giradischi. Fortunato chi lo possiede!

Articolo molto interessante.......

14/03/2016 16:52 di     

Se avete in casa l’impianto hi-fi dei vostri genitori tenetevelo stretto, vi fornirà una qualità d’ascolto che difficilmente riuscirete ad ottenere con un modello nuovo. Steve Guttenberg dell’autorevole sito di tecnologia cnet.com ha pubblicato qualche anno fa un articolo ancora molto attuale, nel quale afferma che uno stereo costruito negli anni '80 suona molto meglio di qualsiasi altro costruito oggi, nonostante la tecnologia si sia evoluta enormemente.

A prescindere dal tono provocatorio, l’articolo si basa su un ragionamento molto semplice: negli anni ’80 un’azienda che vendeva impianti audio gestiva autonomamente ogni parte dei suoi prodotti, a partire dalla costruzione dei vari componenti interni fino alla cura del design, spesso decisamente minimale. Si trattava di prodotti, a loro modo, semplici, con poche ed essenziali funzioni: collegare la radio, la piastra cassette o il giradischi all’amplificatore, e quest’ultimo alle casse.

(il Sony STR-V6)

Oggi, invece, uno stereo digitale ha moltissime funzioni aggiuntive: dalla più basilare possibilità di collegare chiavette USB, iPod, iPad fino al dialogo con i sistemi wireless o bluetooth e moltissimi altri tipi di applicazioni. Tutte queste feature non sono più costruite dall’azienda stessa ma appaltate a strutture esterne aumentando così il costo produttivo. Per non parlare degli studi necessari per offrire un design sempre innovativo e accattivante.

Guttenberg è consapevole che brand importanti come Denon, Harman Kardon, Marantz, Onkyo, Pioneer o Sony si siano dovuti adeguare alle richieste e ai gusti del pubblico ma, a suo avviso, il gioco non vale la candela: un impianto che oggi rientra in una fascia compresa tra i 200 e i 500 dollari deve far rientrare in quel prezzo tutta una serie di costi che venti o trent'anni fa non c’erano. La conseguenza più immediata? Le aziende hanno meno risorse da dedicare alla qualità del suono.

(il Pioneer SX-1980)

A sostegno della sua tesi Guttenberg cita un articolo dove il suo collega Brent Butterwort mette a confronto il suono di uno stereo Yamaha RX-V1800 del 2009 con un Pioneer SX-1980 ed e un Sony STR-V6 del 1979. Pur sfruttando al massimo tutti i parametri e le nuove applicazioni del modello più recente, il Pioneer SX-1980 si dimostra ancora imbattibile.

In più il giornalista fa anche una piccola constatazione sul fatto che il wattaggio proposto dai nuovi modelli si sia gradualmente abbassato durente gli anni: oggi con una spesa intorno ai 500 dollari arriviamo in media intorno ai 90 watt e per andare oltre ai 100W è necessario spendere migliaia di dollari. Un modello di trent'anni fa superava tranquillamente i 270 watt.

 

Giradischi

vorrei dare una mano a chi compra un giradischi vintage e vuole sistemare il suo funzionamento senza entrare in tecnicismi inutili. Iniziamo con il mobile che contiene la meccanica e il braccio del giradischi, molti mobili sono in legno e rovinati ma questo non comporta un mal funzionamento, è solo una questione estetica e con un po' di pazienza e fantasia si può intervenire in ogni modo per ripristinare l'estetica. Esistono poi degli appassionati Hifi che costruiscono il contenitore del loro giradischi, con materiali particolari e prestigiosi, che fanno diventare il loro apparecchio una vera opera d'arte. Ma non soffermiamoci troppo sulle cose futili,o meglio , meramente estetiche ed entriamo subito nel vivo di ciò che più interessa. Il movimento del piatto può essere fatto in tre modi: a cinghia , a puleggia e a trazione diretta.Bisogna controllare che la cinghia, la puleggia e il motore siano in buone condizioni, a vista e al tatto, sia la cinghia che la puleggia sono scrutabili e si può desumere dalla consistenza della gomma la loro efficacia. Per un motore a trazione diretta bisogna verificare il suo funzionamento unicamente misurando la corretta velocità di giri del piatto, molte volte con il tempo, capita che lo il piatto perda giri o non mantenga un numero di giri costante. Per verificare tutto ciò, molte volte è presente su giradischi una luce, che puntata al bordo del giradischi, illumina delle tacche sul piatto, in modo da verificarne la velocità.

altre volte il motore a trazione diretta è aiutato da un circuito al quarzo, questo sistema è stato adottato anche da giradischi con trazione a cinghia. Passando a motori che spingono pulegge o cinghie, il loro funzionamento è verificabile, sempre, guardando la velocità di giri del piatto. Questi motori devono, col passare del tempo, essere revisionati, per mantenere le caratteristiche di targa.

Passiamo ora a dare uno sguardo "esperto" al braccio del nostro giradischi....